Chi siamo

Siamo una associazione italiana indipendente e senza scopo di lucro. Facciamo ciò che possiamo per rendere il mondo un posto migliore, aiutando gli ultimi tra gli ultimi e lavorando per portare dignità e speranza nei luoghi in cui dolore e degrado sembrano avere la meglio. Come racconta il nostro nome Support and Sustain Children ci interessiamo soprattutto al presente e al futuro di bambine e bambini, di preadolescenti e adolescenti a cui è stata negata la possibilità di crescere in modo dignitoso.

Ci piace pensare che stiamo aggiustando il mondo un bambino alla volta. Ci piace finire ciò che iniziamo. Ci piace intessere relazioni profonde con le persone e renderle protagoniste della loro rinascita. La nostra missione principale è portare sostegno concreto ai rifugiati e agli sfollati siriani in Turchia. Prima ci siamo fatti le ossa in Giordania, in Iraq, in Grecia, nei Balcani, in Romania e altrove. Non siamo cooperanti professionisti, agiamo gratuitamente nel tempo libero mettendo in rete entusiasmo e competenze.

Seguiamo personalmente e scrupolosamente ogni nostro progetto. Arianna Martini, presidente e responsabile dei progetti, parte ogni mese per raggiungere i beneficiari degli aiuti, verificare la rete dei collaboratori locali e controllare che le risorse siano ben investite. Le nostre attività sono totalmente finanziate dal basso o attraverso donazioni private e spontanee o attraverso bandi: per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte e tutti, tanto economico quanto a livello di contatti e di competenze. Ogni risorsa investita è meticolosamente tracciata e rendicontata.

Consideriamo il mondo una casa di cui avere cura. E gli uomini e le donne, i bambini e gli anziani, ovunque siano, a qualunque cultura appartengano, una comunità a cui appartenere.

Arianna, presidente, braccia e occhi di Support and Sustain Children.

Donna, madre e compagna, lavoratrice e sognatrice. Nel mondo ho sempre cercato la poesia. Poi ho incontrato gli occhi e le mani dei bambini vittime della guerra e ho capito che la mia inquietudine aveva trovato la sua strada. Per aiutare sempre più concretamente questi bambini, io e un gruppo di amici abbiamo fondato Support and Sustain Children. Sono la persona più esposta perché sono quella che parte ogni mese per raggiungere il campo e controllare che tutto funzioni, ma ho accanto un team speciale di donne e uomini che si spendono silenziosamente, animati dal desiderio di fare la loro parte. E di farla al meglio.

Barbara, vicepresidente e amministrazione di Support and Sustain Children

Ho iniziato questa avventura con Arianna, all’inizio è stata una forza che mi ha spinto a guardare oltre a quella che era la mia famiglia e il mio lavoro per cercare di non chiudere gli occhi di fronte alla tragedia immane che si verifica alle porte dell’Europa. Da allora è cresciuto il desiderio di rimanere coinvolta, secondo le mie possibilità di tempo, in questa condivisione di interessi col Gruppo che si è andato formandosi.
Questo comporta rinunce del tempo libero ma ciò che ne ho in cambio è più profondo è più grande di qualsiasi sacrificio da parte mia e delle persone che mi circondano.

Liza, gestione social, comunicazione e gadget per Support and Sustain Children.

Sono un’italiana di origini orientali, Cina precisamente.
Vivere in mezzo a 2 culture così diverse non è sempre stato così facile, le vicissitudini che ho vissuto hanno acuito una dote che già possedevo, l’empatia e il desiderio di aiutare gli altri.
All’inizio ho osservato Arianna da lontano per poi, una volta sicura della trasparenza e dell’onestà dell’associazione, diventare la sostenitrice di un nucleo di orfani.
Ma volevo fare qualcosa in più. Ed ora sono onorata di far parte di SSCH.
Onorata di collaborare in un team di persone perbene.

Luca, storyteller e gestione social per Support and Sustain Children.

Sono state le terribili conseguenze della guerra in Siria ad avvicinarmi a SSCh.
Tra le tante associazioni ho scelto loro perché ho potuto constatare come fossero davvero presenti sul campo. Sono diventato sostenitore e successivamente si è presentata l’occasione di diventare anche parte del gruppo come volontario che mette a disposizione parte del proprio tempo per mandare avanti il lavoro che c’è dietro un’organizzazione umanitaria. E per me è stato un onore!
Mi occupo della comunicazione sui social.

Maruska, gestione sito web e gadget

Abito in un piccolo paesino di montagna in provincia di Bergamo e sono molto legata alla terra dove sono cresciuta e lavoro come impiegata a tempo pieno per un internet provider.
Faccio parte di SSch dalla sua nascita. Quando guardo gli occhi di quei bambini che aiutiamo mi ferisce il fatto che siano indifesi, che, anche i loro genitori, se hanno la fortuna di averne ancora, non possano provvedere ai loro bisogno primari e il mio desiderio costante è voler aiutare quei genitori a sentirsi meno impotenti di fronte a questo dramma, perché’ in fin dei conti avremmo potuto essere noi al loro posto.

Margherita, contabilità per Support and Sustain Children.

Sono amica di Arianna da tanti anni e sono nell’associazione dalla sua nascita.
Mi ha colpito il suo andare in prima persona a portare aiuto in zone dove nessun altro o pochi altri intervengono, il suo contatto diretto con persone, spesso bambini, donne e anziani.
Chi parte ci riporta storie, foto di visi e occhi che pian piano anche noi da casa impariamo a riconoscere. Nessuna persona e specialmente nessun bambino dovrebbe vivere quello che stanno vivendo loro e io cerco di dare il mio contributo.

Pina, moderatrice Facebook e gestione canale Youtube per Support and Sustain Children.

Per me è stato naturale come respirare. Ho iniziato a seguire Arianna sin da quando lei fece i suoi primi viaggi in Siria, fu facile fidarmi di questa giovane donna che aveva avuto il coraggio di andare a vedere con i suoi occhi cosa stava succedendo. Quasi subito sono stata colpita dalla trasparenza e dall’onestà di chi ha creato questa associazione e da sostenitrice sono diventata volontaria attiva.
Quanto vale un sorriso di un bambino? Tanto. E per farlo sorgere basta fare un piccolo passo. Ed io ho deciso di farlo quel passo, tutto qua.

Anna, medico di Support and Sustain Children.

Sono un giovane medico di Bergamo.
Dopo la laurea, cinque anni fa, mi sono iscritta ad un Master in Medicina Tropicale e Cooperazione Sanitaria Internazionale: da allora ho sempre alternato il mio lavoro qui, in Italia, con le missioni nei Paesi in via di sviluppo, combinando la mia professione con il grande amore per il viaggio e per l’aiuto umanitario.

Paolo, fotografo per Support and Sustain Children

Tutto è iniziato durante il mio servizio militare in Italia.
Ho sempre viaggiato con un usa e getta in tasca per conservare il ricordo dei grandi panorami alpini, dei volti dei miei compagni e dell’esperienza che condividevo con loro.
La carriera fotografica è poi iniziata a Londra lavorando in studi fotografici, giornali locali, laboratori di stampa. Vedo la fotografia come una forma d’arte, l’espressione personale di una percezione, la registrazione di una frazione di tempo e spazio del mondo che ci circonda catturata e immortalata per sempre.

Lidia detta Holly, operativa in Support and Sustain Children.

Volevo fare qualcosa perché rimanere a guardare mentre milioni di bambini vedevano morire i propri genitori, vedevano la loro infanzia polverizzata dal piombo e dal fosforo. Questo a me non stava bene, sentivo il bisogno di dover reagire. Così ho conosciuto Arianna che mi ha parlato del suo progetto e mi ha dato la possibilità di farne parte. Ho partecipato a diverse missioni perché quando vi dicono “se non lo fai tu lo fa qualcun altro”, non è vero, per il semplice motivo che Tu sei unico al mondo, e nessuno può dare il Tuo contributo al cambiamento.

Simone, amministrazione per Support and Sustain Children.

Conosco Arianna da parecchi anni, da quando eravamo colleghi nella stessa azienda, molto prima che SSCh venisse concepita.
Vedendo gli sforzi e l’impegno che ci metteva per aiutare esseri umani che non avrebbero avuto alcuna speranza e vedendo che un’impresa che chiunque avrebbe considerato una lotta contro i mulini a vento era invece un’impresa possibile, ho capito che potevo smettere di sentirmi impotente guardando questi bambini, donne, anziani, uomini, scaraventate in un incubo dove la sopravvivenza quotidiana diventa l’unica ragione di vita.

Luca, operativo per Support and Sustain Children.

Sono un uomo pratico e concreto, dotato di spirito critico e inventiva.
Sono anche il marito di Arianna e sento questo percorso come una condivisione e una parte importante nella nostra coppia.
Il mio supporto è quello importante di partire con mia moglie e di aiutarla nella gestione delle missioni umanitarie.